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Nel segno di Santa Elisabetta: la fraternità accoglie una nuova professa

Nella Basilica di Santa Maria degli Angeli la professione di Wanda Vanin nell’Ordine Francescano Secolare

Nel giorno dedicato a Santa Elisabetta d’Ungheria, patrona dell’Ordine Francescano Secolare, il 17 novembre la Basilica di Santa Maria degli Angeli ha accolto una celebrazione intensa e profondamente partecipata.

L’Eucaristia è stata presieduta da fr. Andrea Dovio, assistente della fraternità OFS locale, e ha visto un momento particolarmente significativo: Wanda Vanin ha emesso la sua professione di vita evangelica nell’Ordine Francescano Secolare, entrando ufficialmente a far parte della fraternità. Presenti il Ministro OFS della Comunità, Carlo Bennato, e tutti i fratelli e le sorelle che hanno accolto la nuova professa in un clima di gioia e comunione.

La celebrazione, raccolta e densa di riferimenti spirituali, è stata arricchita dall’omelia di fr. Andrea, che ha ripercorso la luminosa testimonianza di Santa Elisabetta e ha offerto una riflessione ampia sul valore della santità vissuta nella quotidianità, indicando nella vita della giovane principessa un modello di radicalità evangelica capace di parlare al cuore dei credenti di oggi.

La santità come contemporaneità del Vangelo

Fr. Andrea ha ricordato la figura di Santa Elisabetta d’Ungheria come una “meteora di santità”, capace di irradiare luce in appena ventiquattro anni di vita: «Nata nel 1207 e morta nel 1231, Elisabetta è tra i personaggi più contemporanei a San Francesco e Santa Chiara. Manifestò da subito una carità incontenibile. Pur fedele ai suoi doveri di moglie e di madre, seppe aggiungere una generosità straordinaria verso poveri e malati, spendendo i suoi beni e mettendosi lei stessa al loro servizio».

Una vita intensa, segnata da prove – la vedovanza precoce, l’allontanamento dalla corte e persino dai suoi figli – ma illuminata da una fede incrollabile. Fr. Andrea ha sottolineato il valore ecclesiale della sua testimonianza: «Nei suoi pochi anni Elisabetta ha lasciato esempi sublimi di virtù: come vergine, come sposa, come madre. In lei vediamo che il Vangelo può essere vissuto fino in fondo anche nella condizione che oggi chiamiamo secolare: da uomini e donne con famiglia, lavoro, responsabilità. Per questo la veneriamo come patrona dell’Ordine Francescano Secolare».

La via maestra della carità e della preghiera

Il secondo nucleo dell’omelia ha approfondito il centro teologico della vita di Santa Elisabetta: la carità vissuta come luogo teofanico, luogo dell’incontro con Cristo. Fr. Andrea ha evidenziato: «Elisabetta ci ricorda che la via unica della santità è la carità: un amore generoso che parte dalla famiglia e si estende ai poveri, agli ammalati. Il Vangelo di Matteo 25 ce lo dice con chiarezza: Cristo si identifica con chi ha fame, sete, chi è nudo, malato, forestiero».

Questa carità, ha aggiunto, non è semplice beneficenza: «Non si muove nell’orizzonte della filantropia, ma della rivelazione. Il contatto con chi non ha potere, con i poveri, è un modo fondamentale per incontrare il Signore della storia». Ma la carità, ha insistito fr. Andrea, richiede una radice profonda: la preghiera. Citando il confessore di Elisabetta, Corrado di Marburgo, ha ricordato: «Non ho mai conosciuto una donna capace di un’attività così indefessa unita a una così alta esperienza di contemplazione. Chi la vedeva uscire dalla preghiera la vedeva trasformata».

Da qui il legame con la scelta di Wanda Vanin, che nella professione OFS ha confermato un cammino già iniziato da anni: «Oggi la nostra sorella Wanda sceglie di continuare il suo percorso di santità nella fraternità, su questa via della carità, della preghiera e della vita ecclesiale. La fraternità la accoglie e la sostiene, perché possa essere fedele al dono ricevuto».

La celebrazione si è conclusa in un clima di profonda riconoscenza: una comunità raccolta attorno alla testimonianza di una santa che continua a parlare al mondo contemporaneo e alla gioia di una sorella che ha scelto di seguire, con rinnovato impegno, le orme del Vangelo sulle tracce di Francesco, Chiara ed Elisabetta.

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