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Oltre l’ostensione

La testimonianza di fra Eunan McMullan: l'incontro con il Santo non dipende dalla visione delle reliquie, ma da una relazione spirituale che attraversa i luoghi e la vita quotidiana.

Il 19 marzo 2026, sulle pagine del quotidiano The Irish Catholic, è apparsa un’intervista firmata dalla giornalista Gwen Wiseman a fra Eunan McMullan, frate francescano della Provincia serafica di Assisi, in occasione di un evento straordinario: l’esposizione pubblica delle reliquie di san Francesco, nel contesto dell’ottavo centenario della sua morte.

Riportiamo i passaggi più importanti:


Assisi continua ad attirare pellegrini da tutto il mondo, ma quest’anno – sottolinea Gwen Wiseman – si registra un afflusso del tutto eccezionale: centinaia di migliaia di fedeli si sono messi in cammino per venerare le spoglie mortali del Poverello, esposte per un periodo limitato nella Basilica di San Francesco. È in questo contesto che si inserisce la testimonianza coinvolgente di fra Eunan McMullan, francescano di origine nordirlandese, che oggi presta il suo servizio al santuario di San Damiano.

«Qui si percepisce ancora la sua presenza», afferma fra Eunan, indicando proprio quel luogo dove san Francesco ricevette la chiamata che cambiò la sua vita e compose il Cantico delle creature. «Ma Francesco non appartiene solo al passato. La sua presenza è viva in tutti questi luoghi francescani».

Una vocazione inattesa

L’intervista ripercorre anche il cammino vocazionale di fra Eunan, tutt’altro che ordinario. Prima di entrare nell’Ordine, lavorava infatti nel sistema legale dell’Irlanda del Nord, con incarichi di grande responsabilità nel campo dei diritti umani. Nonostante una carriera di successo, sentiva crescere dentro di sé una chiamata più profonda. Quando decise di seguirla, la reazione dei suoi superiori fu sorprendente. Ricorda:
«Il direttore rimase in silenzio per circa due minuti. Poi disse: “Questa è la cosa che ho sempre desiderato fare nella mia vita: essere missionario per Cristo. Puoi andare”».

Un momento che il frate interpreta come segno provvidenziale, così come lo fu la data del suo ingresso tra i francescani, coincidente con il giorno del suo battesimo.

L’incontro con Francesco: oltre l’ostensione

Pur trovandosi nel cuore dell’evento straordinario dell’ostensione delle reliquie, fra Eunan sorprende con una prospettiva controcorrente: «Avendo già partecipato all’ostensione dieci anni fa, non sento il bisogno di rivedere Francesco. Mi basta pregare nella cripta».  Per lui, infatti, l’incontro con il Santo non dipende dalla visione delle reliquie, ma da una relazione spirituale che attraversa i luoghi e la vita quotidiana.

Ciò che lo colpisce maggiormente è la semplicità concreta della santità francescana. Racconta un episodio della tradizione: Francesco e un compagno attraversano il mercato salutando la gente; alla fine, il frate chiede quando inizieranno a predicare. «Abbiamo già predicato», risponde Francesco.E fra Eunan commenta: «Nell’ordinarietà dell’essere gentili, nel dire “buongiorno”, si attira la gente. La cordialità apre i cuori».

I giovani, i santi e Assisi

L’articolo mette in luce anche un fenomeno significativo: il ritorno dei giovani ad Assisi. Un ruolo importante lo gioca la figura di San Carlo Acutis, che ha riacceso l’interesse per la città e per san Francesco. Fra Eunan coglie un filo rosso che unisce diverse generazioni di santi: «C’è qualcosa di comune tra Carlo e Francesco: quella gioia universale, quella pace che porta le persone a Cristo».

E aggiunge una riflessione più ampia, nata dall’osservazione dei pellegrini: «Sembra essere un tema ricorrente: i giovani arrivano qui, incontrano Francesco e iniziano a chiedersi cosa Dio stia chiedendo loro».

Assisi, luogo di incontro e vocazione

L’esperienza quotidiana del frate conferma come Assisi non sia solo meta di devozione, ma anche luogo di discernimento. Nel suo lavoro di accompagnamento spirituale e nei ritiri che guida, fra Eunan aiuta i pellegrini a “incontrare” Francesco attraverso i luoghi della sua vita. «Venendo qui – spiega – si comincia a capire chi Francesco fosse davvero».

Una presenza che continua a parlare

L’articolo di Gwen Wiseman restituisce così un’immagine viva e attuale di san Francesco, capace ancora oggi di interpellare, attrarre e trasformare. Attraverso le parole semplici e profonde di fra Eunan McMullan emerge un messaggio chiaro: Assisi continua a essere un crocevia di fede, dove la santità si fa esperienza concreta e dove, ancora oggi, molti scoprono – spesso in modo inatteso – la propria strada.

E, come ricorda il frate con convinzione, è proprio questa la forza del Santo: «Francesco ha un’attrazione universale».

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