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Pasqua di Risurrezione: la gioia del Risorto illumina la Porziuncola

La luce del mattino ha avvolto la Basilica di Santa Maria degli Angeli in un abbraccio di gioia e gratitudine: la Pasqua di Risurrezione è; esplosa nella sua pienezza, rompendo il silenzio del sepolcro e restituendo alla Chiesa la speranza incrollabile che nasce dal Vangelo vivo. Una folla numerosa di fedeli, pellegrini e religiosi si è; raccolta presso la Porziuncola per celebrare il cuore della fede cristiana: la vittoria di Cristo sulla morte.

Alle ore 9.45, prima della consueta messa parrocchiale presieduta dal parroco fra Saul Tambini, si è; svolta sul sagrato della Basilica di Santa Maria degli Angeli la tradizionale processione con le statue del Cristo Risorto e della Vergine Maria. Un momento intenso e partecipato, che ha aperto le celebrazioni pasquali con un gesto simbolico di gioia e speranza, accompagnato dalla presenza di numerosi fedeli raccolti in preghiera.

La Messa solenne di Pasqua con fra Francesco Piloni
A rendere ancora più significativa le celebrazioni pasquali, è; stata la presenza del Ministro Provinciale dei Frati Minori di Umbria e Sardegna, fra Francesco Piloni, che ha presieduto la Santa Messa solenne delle ore 11:30. Attorno a lui, una numerosa concelebrazione di frati e sacerdoti, in una liturgia ricca di canti, incenso, luce e parole che toccano il cuore. Con la sua consueta capacità; di toccare le corde dell'anima, fra Francesco ha focalizzato l'attenzione su due "sorprese" che la Pasqua ci disvela, invitandoci a guardare oltre la superficie degli eventi e a coglierne la portata rivoluzionaria.

"Due sorprese ci vengono annunciate in questa Pasqua" ha esordito il Ministro Provinciale, introducendo il cuore del suo messaggio.
La prima sorpresa risiede nel modo in cui il Signore risorge dalla morte. "Non è; la sua risurrezione che stupisce perché lo aveva annunciato, ma è; il modo, come risorge dalla morte. Torna a vivere senza accusare nessuno. Ci insegna come si ama da Dio. Il suo modo di risorgere ci deve stupire." In queste parole risuona l'eco del Vangelo, ma con una chiave di lettura che spinge alla contemplazione. Cristo non trionfa con la forza o la rivincita, ma con un amore incondizionato che non serba rancore. "Cristo vince la morte senza imporsi, ma con un modo nuovo di proporsi. L'amore tutto spera, direbbe San Paolo. Sei amato gratuitamente, Gesù non ti presenta il conto." Questa gratuità; dell'amore divino è; la vera vittoria, un'affermazione che scardina la logica delle piccole conquiste quotidiane. "Noi viviamo di questa vittoria, non delle nostre piccole vittorie giornaliere. Il venerdì santo Gesù dice a Pietro di rimettere la spada nel fodero. La prima grande sorpresa è; che puoi vincere il male con il bene. Questo ti fa alzare la mattina con speranza." La Pasqua, dunque, si rivela come un invito a deporre le armi dell'odio e della rivalsa, confidando nella forza trasformatrice del bene.

La seconda speranza scaturisce dall'umanità; stessa, incarnata dalla figura di Maria Maddalena. "La Maddalena va alla tomba quando ancora è; buio, quando ancora c'è; profumo di morte e corre per annunciare quanto visto alla Chiesa." Il suo gesto, compiuto nell'oscurità; del lutto, si trasforma in un raggio di luce per la comunità;. Fra Francesco ha sottolineato come spesso l'esistenza sia segnata da perdite e nostalgie, ma la Pasqua irrompe come un "tempo di vivere in profondità; la bellezza che ti è; data." Un monito, questo, contro la cultura dominante che, allontanando da Dio, rischia di impoverire l'anima e condurre alla disperazione. "La cultura dominante di oggi ti vuole togliere Dio e lasciarti povero. Questo ti fa cadere nella delusione e ti fa vivere da disperato. Se togli Dio nella tua vita resta il vuoto e il vuoto, senza Dio, è; riempire il vuoto con altri vuoti."

Da qui, un vibrante appello all'azione: "Non ti accontentare nella vita. Non restare fermo, ma vai come la Maddalena, come Pietro e Giovanni e corri." La corsa al sepolcro dei discepoli simboleggia la ricerca della verità;, un percorso che non si ferma alla comprensione razionale, ma che coinvolge il cuore. "Loro vanno al sepolcro, non capiscono subito perché vogliono capire con la ragione e non ce la fanno. Giovanni, invece, comprende, cioè; attiva la ragione, ma attiva anche il cuore e questo lo porta a credere." Questa sinergia tra mente e cuore è; la chiave per accogliere pienamente il mistero della Resurrezione e per vivere un amore che non conosce invidia, perché radicato nella pienezza donata da Dio. "Così seguiremo l'amore che non ti farà; invidiare, perché hai già; tutto."

L'omelia di fra Francesco Piloni si è; così conclusa, lasciando nei cuori dei presenti una rinnovata consapevolezza della portata rivoluzionaria della Pasqua: un invito a lasciarsi sorprendere dall'amore incondizionato di Cristo e a correre, come la Maddalena e i discepoli, verso una vita piena di speranza e di fede.

Una comunità; in cammino, sostenuta dalla luce del Risorto
La Pasqua 2025 a Santa Maria degli Angeli è; stata, ancora una volta, esperienza viva della fede che unisce, della Chiesa che celebra, della speranza che rinasce. Nella fraternità;, nella preghiera corale, nella gioia semplice del popolo di Dio, è; risuonato forte l’annuncio antico e sempre nuovo: “Cristo è; risorto! è; veramente risorto!”

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