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Prima serata del Triduo presieduta da Mons. Paolo Martinelli

"La fede adulta è nello sguardo semplice come quello di un bambino, che riconosce le creature come dono"

Il 29 luglio 2025 nella Basilica di Santa Maria degli Angeli in Porziuncola, Monsignor Paolo Martinelli, Vicario apostolico per l’Arabia meridionale, ha presieduto la prima serata del triduo in preparazione al perdono di Assisi dal titolo “Il Cantico di Frate sole: la fede adulta e lo stupore del bambino”.

Mons. Martinelli ha introdotto il suo intervento parlando della sua esperienza come vicario apostolico in Arabia Meridionale, in particolare nei tre paesi che compongono il suo territorio: Emirati Arabi Uniti, Oman e Yemen. Ha condiviso la grande diversità culturale, religiosa e paesaggistica di queste terre, dai grattacieli di Dubai all’aridità del deserto dello Yemen, colpito da una guerra drammatica.

Ha quindi introdotto il tema della predicazione: il Cantico di Frate Sole come esperienza di fede adulta e stupore bambino, in un contesto di fragilità, limite, bellezza e redenzione.

La sua riflessione è stata incentrata sull’attualità e la forza del Cantico di Frate Sole, componimento nato non in un momento felice, ma nel mezzo delle tribolazioni fisiche e interiori di San Francesco. «Il Cantico non nasce dalla spensieratezza, ma dal dramma della sua vita e dell’Ordine: è il frutto di una fede adulta, che ha abitato la debolezza nell’abbandono fiducioso in Dio». Ha poi messo in relazione l’esperienza di San Paolo (“Ti basta la mia grazia”) con quella di Francesco, mostrando come la vera forza cristiana si riveli nella debolezza accolta e offerta.

«La fede adulta – ha continuato il Vescovo – si vede nello sguardo semplice, come quello di un bambino, che riconosce le creature come dono e si riconosce figlio amato».

Mons. Martinelli ha richiamato la notte di San Damiano, nel 1225, quando Francesco, ormai gravemente malato, riceve da Dio un conforto spirituale radicale: “Fratello, se io ti dessi un tesoro in cambio delle tue sofferenze, saresti felice?” Francesco rispose: ‘Sì, sarebbe un tesoro davvero grande’. E allora la voce concluse: ‘Vivi nella serenità, come se tu fossi già nel mio Regno’.

«È proprio dopo questa rivelazione che nasce il Cantico di Frate Sole, come canto di lode in un mondo ferito, ma dove tutto può essere occasione di gratitudine e resurrezione: Francesco percepisce ogni cosa come positiva: il proprio male, la contingenza, il limite… solo perché la sua sequela di Cristo è diventata immedesimazione con l’evento pasquale».

Questa visione, ha spiegato Martinelli, ci offre una via autentica anche per affrontare oggi la crisi ecologica e spirituale: «Il Cantico è il fondamento di un’ecologia integrale, non sentimentale o panteistica, ma radicata in una conversione del cuore».

Stasera alle ore 21:15, presso la Basilica di Santa Maria degli Angeli, si terrà il secondo appuntamento del triduo in preparazione al Perdono di Assisi.

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