Si respirava un’atmosfera di profonda commozione e gioia fraterna a Quartu Sant’Elena (CA) dove la comunità parrocchiale, guidata dalla fraternità dei Frati Minori, si è stretta attorno al suo amato patrono, Sant’Antonio da Padova. Le celebrazioni, che uniscono la Sardegna all’Umbria in un unico cammino francescano, hanno richiamato tantissimi fedeli, desiderosi di riscoprire l’attualità del Santo dei miracoli.
Il cuore della festa è stato preparato da un intenso Triduo dal 10 al 12 giugno, culminato con la suggestiva memoria del “Transito”, il passaggio di Antonio dalla terra al Cielo.
Il momento centrale si è vissuto il 13 giugno con la solenne Celebrazione Eucaristica delle 18:30. A presiederla il parroco, fra Stefano Cogoni, insieme alla fraternità locale. Subito dopo, una marea di fedeli ha accompagnato il simulacro del Santo in processione per le vie della cittadina, in una testimonianza pubblica di fede e devozione popolare.
Durante la solenne liturgia, fra Stefano ha toccato il cuore dei presenti ricordando che la vita di Sant’Antonio è stata «una pagina del Vangelo scritta dallo Spirito Santo». Il parroco ha ripercorso la conversione del Santo, nato Fernando a Lisbona, e quel “fallimento” apparente che lo portò, a causa di una tempesta, in Italia:
«Quante volte anche noi viviamo situazioni che sembrano sconfitte! Progetti interrotti, sogni infranti, strade che si chiudono. Antonio ci insegna che Dio scrive diritto anche sulle righe storte della nostra storia. Antonio parlava perché aveva pregato. Convinceva perché viveva ciò che annunciava».
Citando i celebri sermoni antoniani («Le parole sono vive quando parlano le opere»), fra Stefano ha lanciato un forte appello alla comunità odierna contro il rischio di un cristianesimo di facciata:
«La gente non si converte davanti a discorsi perfetti; si converte davanti a una vita che rende credibile il Vangelo. La nostra comunità sarà veramente antoniana non soltanto se conserverà una bella tradizione religiosa, ma se saprà custodire questi quattro tesori: l’amore alla Parola di Dio, la centralità dell’Eucaristia, la carità verso i poveri e la testimonianza coerente della vita cristiana».
L’omelia si è poi conclusa con l’affidamento dei quartesi al Santo attraverso una toccante preghiera di intercessione, chiedendo protezione per le famiglie, i giovani, gli ammalati e l’unità di tutta la parrocchia.
La solennità liturgica si è conclusa, ma i festeggiamenti continueranno alternando momenti di svago, memoria e tradizione locale fino al 20 giugno, quando il programma si chiuderà ufficialmente con il rito del “Cambio della bandiera” del comitato, che passerà solennemente dall’abitazione del presidente uscente a quella del nuovo presidente, segnando la continuità del servizio e della devozione per il prossimo anno.
Che Sant’Antonio continui a camminare con la fraternità di Quartu Sant’Elena e con tutti i fedeli affinché la festa di questi giorni si trasformi in «profezia per il futuro».







