Venerdì 16 gennaio, nella Porziuncola, il Vicario Provinciale fra Danilo Tremolada ha accolto quattro giovani che hanno fatto il loro ingresso nel postulato della Provincia Serafica dei Frati Minori di Umbria-Sardegna per il loro primo periodo di vita residenziale in convento.
Il Postulato si svolgerà, per venti mesi, al Convento Ss. Pietà di Farneto, dove Davide, Florenzo, Paolo e Xavier vivranno da oggi per verificare “da dentro” la loro chiamata e formarsi per il Noviziato, tappa successiva.
La celebrazione eucaristica – alla presenza del maestro fra Enrico Voltolini e del vice-maestro fra Rosario Giunta, di fra Andrea Natale guardiano di Farneto e dei frati del SOG – si è svolta nel giorno in cui la Chiesa celebra i Protomartiri Francescani: Berardo, Pietro, Ottone, Accursio e Adiuto sono i primi giovani frati che ottennero di poter andare a predicare il Vangelo in Marocco, dove subirono il martirio.
«Voi fate il vostro ingresso come postulanti in un giorno molto particolare – ha detto fr. Danilo – ovvero il giorno della festa di questi cinque giovani innamorati, infuocati, che partono qui, dalla Porziuncola, dove ci troviamo adesso, convinti che il Signore vale tutto».
La Porziuncola il punto di partenza di una vita donata
Fra Danilo ha poi ricordato come questo spazio, “una chiesetta poverella”, sia per i frati “un luogo che è casa”, segno dell’intimità vissuta da san Francesco con il Signore, con Maria e con gli Angeli. Non solo luogo di preghiera, ma anche di fraternità e di missione, la Porziuncola è da sempre il punto di partenza di una vita donata, come testimoniano i protomartiri francescani, che “da questo luogo partirono per dare la vita e predicare il Vangelo”.
Rivolgendosi ai nuovi postulanti, fra Danilo ha sottolineato che la loro scelta si inserisce nella logica evangelica ricordata da san Paolo: “Dio ha scelto ciò che è debole per il mondo per confondere i forti”. La chiamata non nasce da meriti o perfezioni, ma dalla disponibilità del cuore: “Il Signore sceglie soprattutto ciò che è debole, ciò che è povero”. Come per san Francesco, anche oggi Dio continua a chiamare giovani che desiderano fare sul serio con Lui, accompagnati nel discernimento dai formatori e dalla fraternità, in un cammino graduale e condiviso.
Infine, alla luce del Vangelo dell’invio, il Vicario ha ricordato che ogni chiamata è anche una missione: “Ecco, io vi mando come pecore in mezzo ai lupi”. Un cammino che non è privo di fatiche, ma sostenuto dalla promessa della presenza del Signore, che “non lascia soli” coloro che chiama. L’ingresso nel postulato è così l’inizio di uno stato di conversione permanente, la “grazia degli inizi”, perché – come augurava san Francesco – il cuore resti sempre aperto all’ascolto del Vangelo e alla testimonianza dell’amore che, come quello dei martiri, continua a essere contagioso.
Durante la celebrazione, i ragazzi hanno ricevuto il Tau e le Fonti Francescane.
Nella Porziuncola è risuonata infine la sentita preghiera di affidamento dei ragazzi al maestro dei postulanti, fr. Enrico Voltolini, e alla comunità dei frati del Farneto, «perché camminando con voi – ha concluso il Vicario – vi possano aiutare a discernere sempre più chiaramente la volontà di Dio nella vostra vita».







