Il 22 aprile, Giornata della Terra, si festeggia nella città di San Francesco, capitale dell’ecologia integrale, il secondo anniversario del progetto ASSISI Terra Laudato Si’.
Attraverso questo progetto, in questi primi due anni, la Diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino, la famiglia francescana, la Pro Civitate Christiana e il FAI, animati dal Centro Laudato Si’, hanno portato avanti insieme l’impegno a promuovere i valori dell’ecologia integrale.
A San Damiano, in una giornata segnata dalla memoria – il 21 aprile, a un anno dalla scomparsa di Papa Francesco – i volontari del progetto ASSISI Terra Laudato Si’ e Fra Mauro Botti, OFM, guardiano del Santuario, hanno guidato i fedeli in un itinerario spirituale denso di significati, offrendo una rilettura profonda e quanto mai attuale della figura del Poverello di Assisi.
La cecità dell’uomo contemporaneo
Il punto di partenza della riflessione di Fra Mauro è stata una provocazione teologica: il creato è un libro, ma l’occhio umano, per leggerlo, deve essere limpido. Citando San Bonaventura, ha spiegato che lo sguardo dell’uomo moderno si è “intorbidato”. Siamo feriti, chiusi in noi stessi, impauriti. Di conseguenza, non vediamo la realtà per quella che è, ma la filtriamo attraverso il velo della nostra sofferenza e delle nostre nevrosi.
Il viaggio di Francesco: dal sogno alla croce
Fra Mauro ha tracciato il percorso umano e spirituale di Francesco, un cammino che non è stato una linea retta, ma un susseguirsi di incontri e cadute. Ha ricordato come Francesco sia arrivato a San Damiano con un grande sogno e un grande fallimento alle spalle, cercando risposte e trovando, invece, una “via”. Il racconto si è snodato attraverso le tappe cruciali del santo: il desiderio di seguire le orme di Gesù (il presepe di Greccio, la povertà), fino alla prova suprema della Verna. È lì che Francesco comprende che non basta “seguire” o “capire”, ma che esiste un momento in cui bisogna “patire”. È il momento in cui, quando amare non conviene più e quando l’indifferenza circonda chi ama, si sceglie comunque di restare. È a quel punto, spiega Fra Mauro, che l’amore di Cristo si imprime non più solo nel cuore del santo, ma nel suo corpo.
Il Cantico nato nell’oscurità
Il passaggio più toccante dell’intervento è quello dedicato alla composizione del Cantico di Frate Sole. Fra Mauro ha sfatato l’immagine edulcorata di un Francesco sereno e gioioso che canta la natura. Al contrario, il Cantico nasce nel momento più buio della vita del santo: Francesco è cieco, sofferente nel corpo, tormentato dai problemi dell’Ordine, persino infastidito dalla luce delle candele. Eppure, proprio in quel buio durato cinquanta giorni, Francesco raggiunge una visione soprannaturale. Egli non vede più il mondo con i propri occhi, ma con quelli di Dio. È qui che il creato diventa “fratello” e “sorella”. È qui che persino la “morte corporale” perde il suo volto terrorizzante per diventare un’occasione di incontro, un passaggio necessario. “Francesco, cieco, ci mostra di vederci benissimo. Noi, invece, siamo spesso ciechi pur vedendoci benissimo”, ha sottolineato Fra Mauro rivolgendosi ai presenti. L’intervento si è chiuso con un invito concreto: la preghiera per il 21 aprile non può che essere la richiesta di ricevere “gli occhi di Dio”. Perché imparare a lodare il Signore non è un esercizio di ottimismo superficiale, ma un atto di coraggio estremo che si compie dentro la sofferenza, riconoscendo che, in ogni creatura e in ogni nostra ferita, c’è un riflesso dell’amore del Creatore.
Il 22 aprile
Il 22 aprile la Giornata della Terra ha preso avvio presso la Cittadella Laudato si’ con un momento di incontro e di confronto tra i partner del progetto e la città. Una bella occasione di dialogo con le giovani generazioni, con gli studenti dell’Istituto Polo-Bonghi e le classi da remoto che, da varie parti d’Italia, in questi anni hanno partecipato al concorso “Ecologika” sui temi dell’ecologia integrale, in particolare la classe dell’Istituto San Marco di Venezia che ha vinto l’edizione 2024/2025.
Si è preso spunto dalla situazione attuale attraverso un contributo di Antonello Pasini, fisico del clima del CNR e divulgatore, che ha offerto una lettura chiara e accessibile delle sfide climatiche contemporanee. In particolare, ha richiamato l’attenzione sull’aumento delle temperature medie globali, sulla crescente frequenza di eventi estremi e sulla necessità di passare da una consapevolezza teorica a scelte concrete, sottolineando il ruolo decisivo delle giovani generazioni nel promuovere stili di vita sostenibili e una nuova responsabilità collettiva verso il pianeta.







