Veglia Pasquale nella notte Santa
(viola) / (bianco)
Liturgia delle Ore: Ufficio proprio
Compieta è omessa da coloro che partecipano alla Veglia pasquale
Veglia Pasquale nella notte Santa
- Per antichissima tradizione questa notte è “la notte di veglia in onore del Signore”, destinata a celebrare la notte santa in cui Cristo è risorto, ed è considerata come la “madre di tutte le sante veglie”. In essa infatti la Chiesa rimane in attesa della risurrezione del Signore, e la celebra con i sacramenti dell’iniziazione cristiana. La tradizione cristiana ha sempre riconosciuto a questa Veglia l’indole di attesa escatologica della venuta del Signore.
- L’intera celebrazione della Veglia pasquale si svolge di notte; essa quindi deve o cominciare dopo l’inizio della notte o terminare prima dell’alba della domenica. La celebrazione della Veglia pasquale nelle ore vespertine del sabato, in cui di solito si celebrano le Messe festive della domenica, non è ammessa. Inoltre tutta la celebrazione si deve svolgere in modo tale da conservare la sua natura di veglia prolungata.
- Non è permessa la celebrazione della sola Messa senza i riti della Veglia pasquale.
- La Veglia pasquale si può celebrare anche nelle chiese e oratori in cui non si sono svolte le azioni liturgiche del giovedì e del venerdì santo e si può omettere dove invece queste sono state celebrate. È obbligatoria dove c’è il fonte battesimale.
- Per tutta l’azione liturgica i sacri ministri indossano i paramenti della Messa di colore bianco.
- La Veglia si svolge in questo modo: dopo il “lucernario” e il preconio pasquale (prima parte di questa Veglia), la santa Chiesa medita le meraviglie compiute dal Signore per il suo popolo dall’inizio (seconda parte o liturgia della Parola), fino al momento in cui, con i suoi nuovi membri rigenerati nel Battesimo (terza parte), viene invitata alla mensa che il Signore ha preparato al suo popolo, come memoriale della sua Morte e Risurrezione, in attesa della sua venuta (quarta parte).
Tutta la Veglia pasquale si compone di simboli e riti, che devono essere compiuti con una ampiezza e dignità tale che i fedeli possano veramente comprenderne il significato, suggerito anche dalle monizioni e dalle orazioni.
Soprattutto è necessario che i fedeli con brevi monizioni siano guidati allacomprensione del senso tipologico delle letture dell’Antico Testamento proposte nella Veglia. - Per quanto possibile, si prepari fuori della chiesa, in un luogo adatto, un fuoco, la cui fiamma sia tale da dissipare veramente le tenebre e illuminare la notte.
- Il cero pasquale, per la verità del segno, sia interamente di cera, unico, di grandezza notevole, ogni anno nuovo: deve infatti rievocare la figura di Cristo, vera luce che illumina il mondo. Venga benedetto con i segni e le parole indicate nei libri liturgici, o altri approvati dalla Conferenza Episcopale. Il cero pasquale sia collocato presso l’ambone.
- Il «preconio» pasquale può essere annunziato, per necessità, anche da un cantore non diacono, che però non riceve la benedizione dal celebrante e omette la seconda parte dell’invito (E voi, fratelli carissimi…) e il saluto Il Signore sia con voi. Si può cantare nella forma lunga oppure in quella breve.
- Dalla serie di letture bibliche dell’Antico Testamento, se ne leggano almeno tre, in caso di necessità al minimo due; non ometta mai la lettura del libro dell’Esodo (n. 3). Ecco le letture della Veglia:
- Gen 1,1 – 2,2
- Gen. 22,1-18
- Es 14,15 – 15,1
- Is 54,5-14
- Is 55,1-11
- Bar 3,9-15.32 – 4,4
- Ez 36,16-17a.18-28
- Rm 6,3-11
- Mt 28,1-10
- La liturgia battesimale della Veglia pasquale raggiunge la sua pienezza quando si celebra l’iniziazione cristiana degli adulti o almeno il battesimo dei bambini. Tuttavia, anche se non si celebra il battesimo, nelle chiese parrocchiali si faccia la benedizione dell’acqua battesimale; dove non c’è neppure il fonte da benedire, la memoria del battesimo si faccia con la benedizione dell’acqua, con cui si asperge il popolo dopo la rinnovazione delle promesse battesimali.
- Alla proclamazione del Vangelo si può usare l’incenso, ma non si portano i ceri.
- È desiderabile che si raggiunga la pienezza del segno eucaristico con la comunione della Veglia pasquale, ricevuta sotto le specie del pane e del vino.
L’Ordinario del luogo saprà valutare l’opportunità di questa concessione e dare norme convenienti. - La Messa della Veglia è Messa pasquale della domenica di Risurrezione.
Chi celebra o concelebra la Messa della notte, può celebrare o concelebrare anche la Messa del giorno di Pasqua.