«Nessuna anima vedrà il Signore, se prima non ha purificato il cuore»: così scriveva Camilla Battista da Varano nel suo De puritate cordis, testo che unisce l’eredità dell’umanesimo cortese con la radicalità del carisma francescano.
La storia
Figlia di una potente signoria marchigiana e formatasi alla cultura umanistica, Santa Battista (1458–1524) scelse il chiostro come spazio interiore ed ecclesiale in cui trasformare la propria sete di assoluto in offerta di sé, elaborando una mistica incarnata, intensa, cristocentrica.
La sua produzione spirituale – in latino e in volgare – rispecchia una delle più alte voci della spiritualità femminile del tardo Medioevo, nutrita dalle Scritture, dalle lacrime della Passione, e da una limpida adesione al pensiero francescano e bonaventuriano.







