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Si chiude a San Damiano il triduo in preparazione alla solennità di Santa Chiara

Fr. Michele Pini ha offerto la sua ultima meditazione sulla pace

Con l’ultima meditazione sul testo “Audite poverelle” di San Francesco, si è conclusa sabato 9 agosto la terza e ultima serata del Triduo in preparazione alla solennità di Santa Chiara.

A guidare il cammino spirituale è stato Fr. Michele Pini, che in questa occasione ha offerto una riflessione sulla pace.

Dopo aver ricordato, nelle prime due serate, l’importanza dell’ascolto e dello sguardo fisso sull’essenziale, il predicatore ha invitato i fedeli a cogliere l’urgenza della pace, “un sentimento e un desiderio – ha detto – di cui il nostro cuore ha oggi più che mai bisogno”.

La pace è presente nell’augurio di San Francesco (“Il Signore ti dia pace”) ed è il saluto del Risorto.

Come viene declinata la pace nel testo “Audite poverelle”?

Quelle che sunt adgravate de infirmitate,

et le altre che per loro sò adfatigate,

tutte quante lo sostengate en pace,

Ka multo venderite cara questa fatiga,

ka ciascuna serà regina

en celo coronata cum la Vergene Maria.

La pace, ha sottolineato fr. Michele, “non è frutto di un facile buonismo”, bensì un dono che si costruisce nel servizio, nella cura dell’altro e nel riconoscere che anche noi abbiamo bisogno di essere curati.

Fr. Michele ha ricordato che la carità autentica “si fa in punta di piedi”, senza far pesare il dono e senza ricercare gratificazioni: “Si dona sicuri e grati di aver ricevuto ancora prima da Dio il bene che consegniamo all’altro”.

La meditazione si è soffermata sul valore della cura dei malati e dei bisognosi, sull’esempio di Santa Chiara, capace di vedere in ogni corpo ferito il volto di Cristo.

L’assistenza, però, non deve essere un mezzo per sentirsi migliori, ma un impegno concreto per alleviare sofferenze e ridurre povertà: “Non è la povertà che ci deve far sentire buoni, ma la nostra povertà che deve arricchire gli altri”.

Ampio spazio è stato dato anche al senso teologico della sofferenza e alla comunione dei santi: le fatiche e le prove, offerte per amore, diventano sostegno per i fratelli. “Non quando ci danno una pacca sulla spalla, ma quando ci dicono ‘io ci sono’ abbiamo sentito il vero sostegno”, ha ricordato citando l’amicizia tra San Francesco e frate Leone.

La riflessione si è conclusa con lo sguardo a Maria, già assunta in cielo, “segno che un posto è preparato anche per noi”.

Come Santa Chiara, anche noi siamo chiamati a fissare lo sguardo su Cristo crocifisso e a portare a Lui il nostro peso, certi che “solo in Dio c’è salvezza, solo in Lui c’è forza, e questa forza si manifesta nella povertà e nell’offerta di sé”.

Stasera alle 21:15 ci sarà la veglia di preghiera presieduta da Fr. Saul Tambini, in preparazione alla solennità di domani.

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