Si è concluso oggi, domenica 22 marzo, il cammino di riflessione “Per Francesco, sorella è la morte”. Una mattinata intensa, iniziata tra le mura cariche di storia della Basilica di Santa Maria degli Angeli, dove la Celebrazione Eucaristica presieduta dal Ministro Generale dei Frati Minori, Fra Massimo Fusarelli, ha raccolto i convegnisti in un unico abbraccio. Accanto a lui, tra i concelebranti, la presenza di don Massimo Angelelli (Direttore dell’Ufficio Nazionale per la pastorale della salute della CEI) e fra Francesco Piloni (Ministro Provinciale dei Frati Minori di Umbria e Sardegna) ha sottolineato l’unità d’intenti di una Chiesa che vuole farsi prossima al dolore.
Ma il valore di questo quarto giorno va oltre la pur altissima riflessione teologica. C’è stato un desiderio corale, forte e prepotente: quello di non lasciare che le celebrazioni dei Centenari Francescani restino confinate nei ricordi. Si è sentita l’urgenza di lasciare un’“Opera Segno”, un frutto tangibile che possa continuare a parlare di quanto vissuto qui, facendo sì che la memoria di san Francesco si trasformi in una fecondità che attraversa il tempo.
Il Dialogo: «Io ho fatto la mia parte, il Signore vi insegni la vostra»
Il panel conclusivo, che ha visto protagonisti don Massimo Angelelli, Francesca Di Maolo (Presidente della Fondazione Istituto Serafico di Assisi), Enrico Petrillo (marito della Serva di Dio Chiara Corbello) e fra Francesco Piloni, ha ripreso le ultime parole del Poverello per ricordare che ognuno di noi è chiamato a fare la propria parte. La testimonianza di Enrico, unita all’impegno quotidiano dell’Istituto Serafico, ha ricordato che “siamo nati e non moriremo mai più“, trasformando il limite della morte in un orizzonte di speranza.
Da questo sguardo capace di attraversare la sofferenza è nata la presentazione del progetto più atteso: l’Hospice Pediatrico regionale.
Un ponte tra casa e cura: il futuro dell’assistenza in Umbria
L’ultima giornata del cammino di riflessione ha visto la presentazione del progetto più atteso: l’Hospice Pediatrico regionale, che sorgerà proprio ad Assisi. A illustrare il progetto erano presenti la Presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, Emanuele Ciotti (Direttore Generale USL Umbria 1) e Gianni Mazzetti (Responsabile della Rete di Cure Palliative), figure chiave del sistema sanitario regionale. La struttura, che colmerà un vuoto assistenziale drammatico nel Centro Italia (attualmente privo di simili centri in Marche, Abruzzo e Molise), è stata definita con una frase emblematica: “Costruire una casa per chi non può stare a casa”.
L’opera è parte integrante della prima legge regionale del 2026 dedicata al Centenario Francescano, che stanzia 2 milioni di euro per le infrastrutture. Il progetto prevede un polo da 18 posti letto, inserito nella rete regionale di cure palliative pediatriche e terapia del dolore, supportato dall’Azienda Ospedaliera e dalla struttura di oncoematologia pediatrica. La sfida è creare un team multidisciplinare con psicologi e assistenti sociali, riducendo la disomogeneità territoriale e i gravosi trasferimenti fuori regione.
L’Hospice non sarà un’anticamera del lutto, ma uno spazio vitale per gestire sintomi complessi e offrire “vacanze assistite”. Il design sarà d’eccellenza ed elaborerà alcune proposte progettuali. I tempi di realizzazione stimati sono di circa 18-24 mesi.
Qui le famiglie non saranno più sole nel peso della cura: potranno trovare momenti di stabilizzazione per i propri figli e, per i caregiver, il conforto di non dover fare tutto da soli in situazioni che spesso non trovano spazio adeguato nei reparti ospedalieri. È questo il modo più autentico per lasciarsi interrogare da Francesco: trasformare la cura dei “piccoli” in un segno che resta, un’opera che darà sollievo alle famiglie umbre per molti anni a venire, rendendo eterno il messaggio di questi Centenari.







