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“Signore, grazie”: a Spineta il saluto di Padre Domenico dopo dodici anni di cammino

Una celebrazione di gratitudine e fraternità ha raccolto la comunità locale

Mercoledì 26 agosto, sul piazzale del Convento di Spineta, le comunità di Spineta–Pontecane, Fratta Todina–Ammeto e Monte Castello di Vibio si sono riunite per una Santa Messa di ringraziamento e di saluto a Padre Domenico e fra Ermes, al termine del loro servizio pastorale.

Una celebrazione semplice e partecipata, vissuta nella gratitudine per il cammino condiviso in questi anni. Un momento non soltanto di congedo, ma di affidamento al Signore del nuovo cammino che attende i due frati: Padre Domenico proseguirà il suo servizio a Umbertide, mentre fra Ermes sarà accolto nella fraternità di Farneto.

«Il gregge appartiene a Cristo»

Al termine della celebrazione, Padre Domenico ha rivolto alla comunità alcune parole di ringraziamento, prendendo spunto dalla **sesta Ammonizione di San Francesco**, nella quale il Santo invita i frati a guardare al Buon Pastore «che per salvare le sue pecore sostenne la passione della croce».

«Il gregge non appartiene al pastore: appartiene a Cristo», ha ricordato Padre Domenico, sottolineando come chi è chiamato a servire una comunità debba imparare dal Buon Pastore ad amare, custodire, donarsi e, quando arriva il momento, anche a lasciare e ad affidare.

Dopo dodici anni vissuti insieme, la parola che ha voluto consegnare alla comunità è stata soprattutto una: **grazie**. Un grazie rivolto a tutti coloro che ha incontrato nel suo ministero, a chi ha condiviso con lui la preghiera e la vita quotidiana, ma anche a chi, con una parola, un gesto, una telefonata o semplicemente con la propria presenza, ha percorso insieme a lui un tratto di strada.

Una comunità fatta di volti

Nel suo saluto, Padre Domenico ha ripercorso alcuni momenti di questi dodici anni:
«Sono stato vostro parroco, ma tante volte siete stati voi ad evangelizzare me», ha detto, riconoscendo come proprio attraverso la vita delle comunità abbia potuto comprendere ancora più profondamente che una comunità è fatta soprattutto di volti, persone e relazioni.

Affidare e restituire a Dio

Nel momento del congedo, Padre Domenico ha richiamato ancora una volta l’insegnamento di San Francesco a non appropriarsi di nulla: «Nessun sacerdote può dire: “questa è la mia comunità”. Possiamo soltanto dire: “Signore, grazie perché per un tratto di strada me l’hai affidata”».

La celebrazione si è conclusa così nel segno della gratitudine e dell’affidamento. «Io parto, ma vi porto nella preghiera», ha detto Padre Domenico, consegnando idealmente al Signore i volti incontrati in questi dodici anni: «Signore, grazie. Sono stati un dono. Adesso li riconsegno a Te. Custodiscili Tu».

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