Venerdì Santo, 18 aprile, il Custode della Porziuncola fr. Massimo Travascio ha presieduto la Celebrazione della Passione del Signore. Dopo la Via Crucis, che ha percorso le 14 stazioni, la basilica nel pomeriggio si è; tornata nuovamente a riempire di fedeli, religiosi e pellegrini.
La celebrazione della Passio Domini è; iniziata in silenzio, a cui è; seguita la prostrazione a terra del sacerdote e del ministro, rito che esprime la mestizia dolorosa della Chiesa.
L’ascolto delle Scritture è; culminato nel racconto dettagliato della Passione di Cristo, che rivela il piano di salvezza attraverso la sofferenza del Servo di Dio. La proclamazione in canto della Passione nella versione dell'Evangelista Giovanni è; stata offerta dai 3 frati cantori, fr. Matteo Ferraldeschi, fr. Rosario Vaccaro e fr. Daniele Rossi.
Nell’omelia, fr. Massimo ha voluto sottolineare come la croce sia il fulcro per ravvivare la speranza, annullando ogni dubbio sull'amore di Dio. Essa è; presentata come albero della vita e fonte di senso per la sofferenza umana, raccogliendo le grida di dolore del mondo: madri in lutto, malati, vittime di ingiustizia, popoli oppressi, il pianeta sfruttato e la Chiesa ferita. In questo smarrimento, l'invito è; a volgere lo sguardo a Colui che è; stato trafitto, poiché la croce rimane il punto di unione tra l'umanità; perduta e Dio Padre. Sebbene culmine della sofferenza, la croce è; anche il segno supremo dell'amore di Dio per ogni persona.
«O Gesù crocifisso – ha pregato il Custode – ti chiediamo per noi e per ogni uomo, il dono di ravvivare la nostra speranza in te e il dono di un cuore inquieto, che non si rassegna ad una pace sazia come quella dei ricchi, ad una pace di sopraffazione sul più debole, ad una pace armata, ad una pace per pochi che esclude le solitudini di molti, ad una pace fatta di compromessi che esclude il cuore, ad una pace che si accontenta perché scoraggiata dagli eventi, ad una pace che ha dimenticato il calore di un abbraccio tra fratelli, ad una pace che spegne il desiderio del “Sommo Bene”»
«O Gesù crocifisso, sento che tu continui a domandarmi il mio amore: Diliges Dominum Deum tuum – Amerai il Signore, tuo Dio (Dt. 6, 5). E allora ancora e ancora, con il tuo aiuto vogliamo provare a risponderti».
Al termine, con la preghiera universale tutta l’assemblea ha chiesto la Solenne intercessione per l'umanità;, la Chiesa, i non credenti, i sofferenti e i governanti, estendendo i frutti della Passione a ogni creatura.
La croce è; stata poi portata dall’interno della Porziuncola all’altare, e qui è; avvenuta la venerazione del legno santo che ha portato il Salvatore da parte dell’intera comunità; di frati, un gesto di amore e gratitudine che riconosce nella Croce lo strumento della redenzione e anticipa la gioia pasquale. Terminata l'azione liturgica, tutto il popolo presente ha potuto adorare e venerare la Croce.
La Comunione eucaristica con le ostie consacrate ieri, durante la Messa "in Coena Domini" del Giovedì Santo, ha chiuso la liturgia, segno di intima unione con il Signore morto e risorto.
Al termine della giornata, come in molte altre località;, si svolgerà; la tradizionale Processione del Cristo morto, avvolto da un leggero e pudicissimo velo nero e portato per le strade di S. Maria degli Angeli dai Parroci, dalle Confraternite e da un popolo numerosissimo, come segno di devozione e professione di fede.







