Dal 5 all’8 febbraio Stroncone ha vissuto giorni intensi di preghiera, memoria e partecipazione comunitaria in occasione della festa del Beato Antonio Vici, patrono della città e figura luminosa dell’Osservanza francescana.
Il Santuario del Beato Antonio e il Convento di San Francesco si sono confermati, anche quest’anno, cuore pulsante delle celebrazioni, accogliendo fedeli, famiglie e pellegrini in un clima di raccoglimento e di rinnovata adesione evangelica. «Questi giorni ci hanno ricordato che il Beato Antonio non è solo una memoria del passato, ma un compagno di cammino – ha detto fra Danilo Cruciani, guardiano della Comunità Francescana di Stroncone –. Ci insegna che la preghiera quotidiana, vissuta con semplicità e fedeltà, può trasformare la nostra vita e rendere la comunità più unita e più vera».
Il giorno della festa: il Beato Antonio e la vita della Chiesa
Dopo il Triduo di preparazione – articolato lungo tre direttrici fondamentali della vita ecclesiale: educazione, fragilità e comunione – il 7 febbraio, memoria liturgica del Beato Antonio, la comunità si è raccolta attorno all’Eucaristia fin dal mattino, con la celebrazione delle ore 10.00.
In serata, alle 18.00, la Santa Messa Solenne, presieduta da S.E. Mons. Francesco Antonio Soddu, Vescovo di Terni-Narni-Amelia, ha rappresentato il momento culminante della festa. La liturgia, concelebrata dal parroco fra Luca Allaria, da fra Danilo Cruciani, fra Domenico Campana e don Diego Ceglie, alla presenza di numerosi fedeli, del sindaco di Stroncone Giuseppe Malvetani e di rappresentanti delle associazioni cittadine, ha restituito con forza il profilo spirituale del Beato Antonio: uomo radicato in Cristo, testimone di una fede silenziosa ma feconda, capace di attraversare i secoli. Al termine della celebrazione, la cena di beneficenza “Quel che passa il convento” ha unito convivialità e solidarietà, sostenendo concretamente la vita del Convento di San Francesco.
“Sui passi del Beato Antonio”: un cammino che conclude e rilancia
Le celebrazioni si sono concluse ieri, domenica 8 febbraio, con una giornata densa di significato spirituale e comunitario. Dopo le celebrazioni eucaristiche mattutine al Convento e nella chiesa di San Nicola, nel tardo pomeriggio ha preso avvio la fiaccolata-pellegrinaggio “Sui passi del Beato Antonio”.
Partendo dalla chiesa di Santa Maria della Neve, presso la casa natale del Beato in via Vici, il cammino ha attraversato i luoghi più significativi della sua storia: le chiese di San Michele e San Nicola, fino a giungere al Santuario. Un percorso illuminato dalle fiaccole e scandito dalla riflessione spirituale, che ha coinvolto numerosi fedeli e cittadini.
Ad accompagnare il pellegrinaggio è stato fra Paolo Guerrini, che ha proposto un itinerario meditativo sulle quattro chiamate fondamentali: alla vita, alla fede, alla comunità e alla santità. Un invito a leggere l’esistenza del Beato Antonio non come una vicenda del passato, ma come una provocazione attuale per ogni credente.
Al termine del cammino, i fedeli si sono raccolti in preghiera davanti al Patrono secondo le disposizioni previste per ottenere l’Indulgenza Plenaria, concessa in occasione dell’Ottocentenario del Transito di San Francesco. In un gesto fortemente simbolico, sono state bruciate nel fuoco le preghiere rivolte al Beato Antonio, raccolte nel corso di un intero anno presso il Santuario: segno di affidamento totale e di fiducia nella sua intercessione.
Una memoria che genera futuro
Con la conclusione del pellegrinaggio dell’8 febbraio si chiudono i quattro giorni di festa in onore del Patrono di Stroncone, ma resta aperto il messaggio profondo che il Beato Antonio continua a consegnare alla Chiesa e al territorio. La sua vita austera, segnata dalla preghiera e dall’interiorità, rimane un richiamo contro ogni superficialità e un invito a riscoprire la verità che abita il silenzio.







