Si è conclusa alla Domus Pacis la seconda sessione del Capitolo Provinciale iniziata lo scorso 17 maggio presso la Basilica di Santa Maria degli Angeli. Tra l’ascolto fecondo delle diverse realtà e il discernimento sulle scelte da vivere, i Frati Minori si preparano ad abitare il prossimo triennio all’insegna dell’essenzialità evangelica, della sinodalità e dell’apertura verso nuovi orizzonti di comunione e collaborazione.
I faldoni dei lavori capitolari si chiudono, ma per la Provincia Serafica di Umbria e Sardegna si apre oggi la fase più importante: quella del cammino condiviso. È stato un autentico «tempo di grazia» che ha visto i frati impegnati a tradurre le intuizioni spirituali in linee programmatiche per il futuro. Se l’avvio della settimana era stato caratterizzato dal mandato a camminare con i piedi ben piantati a terra e lo sguardo rivolto al Cielo, i giorni successivi hanno chiesto ai capitolari di aprire le orecchie e il cuore alle necessità del tempo presente.
Lo spazio dell’ascolto e la corresponsabilità differenziata
Un momento significativo di questa sessione è stato il mettersi in ascolto delle voci esterne alla fraternità. Dopo l’ascolto di Mons. Giuseppe Baturi sulla Chiesa in Italia, il Capitolo Provinciale ha voluto dare spazio alle rappresentanze delle famiglie, dell’Ordine Francescano Secolare (OFS) e delle sorelle consacrate del Terzo Ordine Regolare (TOR). Essi hanno portato all’assemblea la bellezza della loro vocazione, offrendo provocazioni e stimoli alla crescita.
Questo dialogo ha permesso ai frati di misurarsi con la realtà quotidiana del popolo di Dio, richiamando l’orizzonte di una “corresponsabilità differenziata“. Tale prospettiva evidenzia come la missione della Chiesa non sia un compito esclusivo dei ministri ordinati, ma un impegno condiviso da tutti i battezzati, ciascuno secondo la specificità della propria vocazione e del proprio stato di vita. Il loro ascolto si inserisce proprio in questo solco: riconoscere la dignità e il ruolo di ogni componente del popolo di Dio, valorizzando le differenze carismatiche all’interno di un’unica missione comune.
Uno stile fraterno per il futuro
Il discernimento capitolare, arricchito da questo stile dell’incontro e guidato da uno sguardo teologico ben definito, si è condensato nel Documento Finale, frutto del lavoro condiviso nelle diverse commissioni. A guidare le scelte dei capitolari è stata la volontà profonda di custodire la qualità della vita fraterna e delle relazioni. Le tematiche affrontate sono state così declinate in chiave comunitaria, con il desiderio di ripensare la presenza sul territorio superando i particolarismi per aprirsi a una progettualità condivisa, più ampia e interdipendente. La fraternità si fa così stile di annuncio e di prossimità, capace di farsi vicina alle sfide del mondo contemporaneo e alle realtà più fragili con lo stesso spirito di accoglienza vissuto in questi giorni.
Una serata di solidarietà e fraternità prima del congedo
Prima delle battute finali, la serata conclusiva del venerdì ha regalato ai capitolari un momento di grande intensità spirituale e comunitaria. Presso la Basilica di Santa Maria degli Angeli, i frati hanno infatti assistito a un concerto di beneficenza in favore della Terra Santa. L’evento ha rappresentato anche una bellissima occasione per i frati capitolari di ritrovarsi insieme, condividendo la gioia dell’incontro e della fraternità nell’ultima serata prima del termine del Capitolo.
La celebrazione conclusiva e l’omelia del Ministro Provinciale
I lavori si sono poi conclusi ufficialmente nella mattinata di questo sabato con la solenne Celebrazione Eucaristica. La messa è stata presieduta dal Ministro Provinciale, fra Marco Vianelli, insieme ai due concelebranti principali: il Vicario Provinciale, fra Georges Massinelli, e il Visitatore Generale, fra Giampaolo Possenti, alla presenza di tutti i frati capitolari.
Durante l’omelia, fra Marco Vianelli ha offerto ai presenti una profonda riflessione a partire dai testi liturgici della giornata, che proiettano la Chiesa verso la Pentecoste. Il Ministro ha voluto affidare ai frati la compagnia di tre figure apostoliche come punti di riferimento essenziali per il cammino futuro.
Il primo compagno è Paolo, il quale, pur ritrovandosi incatenato e incarcerato in una condizione non scelta, apre la propria casa facendola diventare un luogo di accoglienza e di incontro. Questa testimonianza mostra come la vera libertà non consista nell’essere sciolti da vincoli, ma nel riconoscersi legati a Qualcuno e, di conseguenza, gli uni agli altri nell’esperienza quotidiana della comunità.
A questa visione si affianca la figura di Pietro, che, raggiunto dalla misericordia e riabilitato dopo i suoi tradimenti, sperimenta la fatica di sostare nella propria vulnerabilità davanti agli occhi amanti di Gesù. Nel momento in cui rischia di farsi distrarre dal cammino dell’altro fratello, Giovanni, Gesù lo richiama fermamente a non distogliere lo sguardo da Lui con l’invito a seguirlo. Questo ricorda che non basta aver fatto esperienza di quello sguardo una volta sola, poiché è necessario che stare davanti a Cristo diventi un abito costante.
Infine, il terzo compagno è Giovanni, che descrive la transizione dall’esperienza personale a quella comunitaria e testimonia che non si può arrivare a Gesù prescindendo dagli altri. L’incontro passa inevitabilmente attraverso la mediazione della Chiesa, dei sacramenti e del fratello, inteso come un intreccio reale tra peccato, fragilità e santità.
Queste tre compagnie di viaggio offrono una luce importante per ridefinire le relazioni interne alle fraternità, spingendo a rinunciare a logiche di pura delega funzionale per riscoprirsi legati a Cristo. Esortano inoltre ad accogliere la vulnerabilità non come una disgrazia, ma come un’eredità condivisa e un’opportunità di reciproca benevolenza, invitando ad abitare l’imperfezione come via reale per accedere all’altro.
Un capitolo che si chiude nel segno del “Grazie”
Al termine della celebrazione, la parola d’ordine che ha sigillato l’intera esperienza capitolare è stata la gratitudine. Il Ministro Provinciale ha espresso il suo profondo ringraziamento al governo uscente e a quanti hanno servito la Provincia in questi anni con dedizione. Un ringraziamento sentito è andato poi a tutti i frati capitolari presenti per il lavoro e lo spirito di comunione dimostrato.
Subito dopo, anche il Visitatore Generale, fra Giampaolo Possenti, ha preso la parola per ringraziare i frati e l’intera Provincia Serafica per il calore, l’accoglienza e il tempo di grazia vissuto intensamente insieme.
Consapevoli delle proprie fragilità ma forti della gioia del camminare insieme, i frati capitolari ripartono nel pomeriggio di oggi verso le rispettive fraternità, pronti a far fiorire, ancora una volta, la profezia della vita comune, la memoria del Risorto e la fecondità della missione.







