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Una fedeltà che si fa storia: i frati in festa alla Porziuncola

Il racconto della Festa della Vocazione Francescana e degli Anniversari tra la memoria del Testamento e la profezia del presente

Sabato 14 febbraio, la grande famiglia dei Frati Minori di Umbria e Sardegna si è ritrovata a Santa Maria degli Angeli per un appuntamento che definisce l’identità stessa della nostra Provincia: la Festa della Vocazione Francescana e degli Anniversari. È un giorno in cui la Porziuncola non è solo un luogo fisico, ma il cuore pulsante dove si raccoglie il “grazie” di decine di anni di vita consacrata. Quest’anno la celebrazione ha assunto un sapore particolare, inserendosi nel Centenario del Transito di san Francesco, per onorare la perseveranza di fratelli che hanno segnato la storia della nostra fraternità attraverso tappe fondamentali del loro cammino.

I volti della fedeltà: anniversari di professione religiosa e sacerdozio

La celebrazione ha reso omaggio a diversi percorsi di fedeltà, distinguendo tra chi ha ricordato il dono della propria consacrazione religiosa e chi quello del ministero presbiterale. Per quanto riguarda la professione religiosa, abbiamo festeggiato il 25° anniversario di fr. Davide Boldrini e fr. Graziano M. Malgeri; traguardi ancora più straordinari sono stati raggiunti da fr. Enrico Accettulli, fr. Efisio Concu, fr. Francesco De Lazzari e fr. Oronzo Saponaro con il loro 65° anniversario, fino alla vetta dei 70 anni di professione di fr. Lorenzo Di Giuseppe. Accanto a loro, la Provincia ha reso grazie per gli anniversari di Sacerdozio, celebrando il 25° di ordinazione di fr. Michele Ardò, fr. Saul Tambini e fr. Danilo Tremolada.

L’eredità di Siena nella riflessione di fr. Pietro Maranesi

La giornata ha preso il via nel Refettorietto con una densa meditazione di fr. Pietro Maranesi, che ha analizzato l’eredità di Francesco a partire dal Testamento di Siena. Maranesi ha evidenziato come le tre consegne lasciate dal Santo — l’amore reciproco, la santa povertà e la fedeltà alla Chiesa — siano in realtà una “mappa” per ritrovare la nostra origine evangelica. Ha spiegato con forza che per Francesco la povertà non è mai stata una scelta astratta, ma lo spazio necessario per far fiorire la misericordia: senza l’incontro con l’altro e con le proprie fragilità, la povertà rischia di diventare un idolo autoreferenziale. Il ritorno a Siena, dunque, non è nostalgia, ma il recupero di una “forma di vita” che ci permette di stare nel mondo con l’umiltà di chi sa di aver ricevuto tutto in dono. In segno di gratitudine, a ciascun festeggiato è stato donato un volume di fr. Pietro, un invito a continuare a scrutare il mistero della propria vocazione.

La postura dello sguardo nell’omelia di fr. Francesco Piloni

Altrettanto spazio e intensità ha trovato l’omelia di fr. Francesco Piloni, Ministro provinciale, durante la Celebrazione Eucaristica davanti alla Porziuncola. Commentando la festa dei Santi Cirillo e Metodio, il Ministro ha tracciato l’identità del frate oggi attraverso tre verbi: lodare, guardare e costruire pace. Ha ricordato che la nostra lode deve essere “calda e nutriente”, l’unico antidoto per non diventare “zoppi” davanti alle distanze dell’uomo d’oggi o “muti” nel linguaggio dello Spirito. Ha poi invitato a uno sguardo profetico: come Gesù che vede le messi biondeggiare dove altri vedono solo deserto, anche noi siamo chiamati a riconoscere i cuori pronti a ricevere il pane del Vangelo, senza spaventarci delle sfide della modernità. Infine, ha parlato della pace come di una costruzione disarmata che nasce solo dal perdono.

Il rinnovo del sì e la gioia della fraternità

Il momento più toccante della giornata è stato senza dubbio il rinnovo dei voti e degli impegni sacerdotali davanti alla Porziuncola. Vedere fratelli di diverse generazioni scambiarsi lo sguardo della fedeltà ha reso visibile quella “destinazione all’eternità” di cui ha parlato il Ministro. La festa ha lasciato in tutti noi la gioia di appartenere a una storia che continua tra le valli dell’Umbria e le coste della Sardegna. Ringraziamo il Signore per il dono della perseveranza di questi fratelli e, guardando a loro, chiediamo la stessa grazia per il cammino di ognuno di noi, perché possiamo continuare a essere sale, luce e lievito.

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