Il 13 giugno 2012, a soli ventotto anni, Chiara Corbella Petrillo concludeva il suo cammino terreno. Da allora la sua testimonianza non ha smesso di raggiungere il cuore di migliaia di persone in Italia e nel mondo: giovani, sposi, famiglie, sacerdoti, consacrati e quanti attraversano momenti di prova e sofferenza.
Nata a Roma nel 1984, Chiara incontra Enrico Petrillo durante un pellegrinaggio a Medjugorje. Il loro fidanzamento è tutt’altro che semplice: crisi, incomprensioni, allontanamenti e domande profonde mettono alla prova il loro amore. Proprio in quel periodo, grazie a un intenso cammino spirituale vissuto ad Assisi, Chiara scopre che la fede non consiste nell’avere tutte le risposte, ma nel fidarsi di Dio anche quando non si comprende il significato degli eventi.
Dopo il matrimonio, celebrato nel 2008, la coppia affronta prove durissime. I loro primi due figli, Maria Grazia Letizia e Davide Giovanni, vengono al mondo con gravi malformazioni incompatibili con la vita. Chiara ed Enrico scelgono di accoglierli e accompagnarli fino alla nascita e al ritorno al Padre, trasformando un dolore immenso in una testimonianza di amore e di speranza.
Quando finalmente nasce Francesco, sano e desiderato, Chiara scopre di essere malata di tumore. Anche in quel momento non si ribella alla vita, ma continua a viverla come un dono, custodendo il figlio e affrontando la malattia con una serenità che colpisce profondamente chiunque la incontri.
A distanza di quattordici anni dalla sua nascita al Cielo, la sua storia continua ad affascinare perché non racconta l’esperienza di una persona eccezionale o invincibile, ma quella di una giovane donna che ha imparato a dire il proprio “sì” a Dio nelle circostanze concrete della vita.
Nel libro Siamo nati e non moriremo mai più (Edizioni Porziuncola), che raccoglie la storia di Chiara attraverso le testimonianze di chi l’ha conosciuta da vicino, emergono parole che ancora oggi aiutano a comprendere il segreto della sua forza.
«Noi non ci sentiamo affatto coraggiosi perché in realtà l’unica cosa che abbiamo fatto è stata dire: “Sì”, passo per passo».
Chiara amava ripetere che non possedeva qualità straordinarie. Si considerava una ragazza timida e timorosa, convinta che la differenza non stesse nel carattere, ma nella fiducia. La fede, per lei, era semplicemente lasciare spazio a Dio giorno dopo giorno.
Nella prefazione del libro, Enrico Petrillo offre poi una delle sintesi più profonde dell’eredità lasciata dalla moglie:
«Questo libro serve semplicemente per testimoniare, a chi vuole aprire il suo cuore, che Dio è buono e che si può morire felici».
Parole che non nascono da una teoria, ma dall’esperienza concreta di una famiglia che ha attraversato la sofferenza senza perdere la speranza.
Infine, una frase che racchiude forse il cuore della loro storia e il segreto della loro gioia:
«Se ti senti amato puoi tutto, se hai provato il Suo amore entri pure nel fuoco. Posso fare tutto perché l’amore non ci ha deluso, anzi ci ha sorpreso».
Oggi, nel ricordo della sua nascita al Cielo, ringraziamo il Signore per il dono della vita di Chiara Corbella Petrillo. La sua testimonianza continua a ricordarci che la santità non è qualcosa di straordinario riservato a pochi, ma un cammino possibile per tutti: un passo dopo l’altro, nella fiducia, nell’amore e nella certezza che Dio non smette mai di accompagnare i suoi figli.







